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Svezia: madre di 56 anni dona utero a figlia, nata senza organi riproduttivi

Sara Ottosson è una ragazza di 25 anni che insegna biologia a Stoccolma nata senza organi riproduttivi, vagina e . La patologia da cui è affetta è conosciuta come sindrome di Mayer Rokitansky Kuster e affligge 1 donna su circa 5.000.

Solo un trapianto di utero potrebbe consentirle di concepire biologicamente un figlio. La straordinaria vicenda che ha fatto balzare la notizia agli onori della cronaca è che la donatrice sarà proprio la madre di Sara: Eva Ottosson.

La donna, un’ imprenditrice inglese di 56 anni, spiega con naturalezza al Telegraph e ai giornalisti della Bbc, che dopo aver avuto due figli, “non ha più bisogno dell’utero ed è disposta a cederlo alla figlia che ne ha più bisogno di lei”.

Con altrettanta semplicità, la figlia sottolinea che per lei “l’utero è un organo come un altro e l’unica preoccupazione è per la madre e la delicata operazione di espianto”.

Infatti, l’intervento chirurgico di trapianto dell’utero è fra i casi più difficili e complessi della medicina, molto più di un trapianto di cuore o di un rene, come dichiara il professor Mats Brannstrom, a capo dell’equipe del Sahlgrenska University Hospital che condurrà l’intervento, la prossima primavera.

Tecnicamente la difficoltà maggiore è di evitare un’emorragia e dopo aver estratto l’organo dalla madre, i medici lo impianteranno nella figlia, sottoponendola ad una terapia anti rigetto.

Infatti, il rischio dell’intervento è anche dato dal fisiologico rigetto dell’organo trapiantato. In realtà, il professor Brannstrom ha già effettuato poco più di 10 anni fa la stessa operazione, su una donna di 46 anni in Arabia, ma dopo quasi 100 giorni l’organo è stato rimosso per complicazioni.

Quindi si dovrà attendere un anno prima di procedere alla degli ovuli in vitro con lo sperma del compagno di Sara per poi impiantarli nell’utero.

Fonte: The Telegraph


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