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Spesa, stop buste plastica: italiani usano sporte e bio-shopper

Italiani e nuovi sacchetti per  la , un binomio che sembra funzionare.
Questo è quanto emerso da una recente ricerca.
Nella fattispecie, sono state analizzate le opinioni e le nuove tendenze dei cittadini della nostra Penisola a qualche mese di distanza dalla nuova legge, che ha previsto l’abolizione completa dei comuni sacchetti di (non riciclabili) dagli esercizi commerciali.

Ebbene, in base allo studio di Assobioplastiche realizzato da ISPO, la quasi totalità degli italiani (il 93%, per l’esattezza), ha dimostrato di essere informata riguardo all’introduzione delle nuove norme.
Valori percentuali simili (sul campione della ricerca), anche per quanto concerne l’apprezzamento di tali misure e il rifiuto dell’eventuale “reintroduzione” dei “vecchi” sacchetti di plastica.

Il fattore legato alla “tutela dell’ambiente” ha quindi spinto gli italiani ad apprezzare l’utilizzo di “mezzi” alternativi per il “trasporto” della spesa.

E proprio riguardo a quest’ultimo punto, sono emersi dei valori significativi per quanto concerne le scelte fatte dai cittadini in Italia.
In assenza delle buste di plastica, il nuovo “primato” è attualmente rappresentato dalle cosiddette “sporte”, ossia dai sacchetti per la spesa realizzati in tessuto e quindi riutilizzabili: 3 italiani su 4, il 75%, hanno infatti dichiarato di utilizzare tale tipo di sacchetto.

Poco più della metà del campione (il 54% dei soggetti) ha invece affermato di utilizzare i cosiddetti “bio-shopper”, ossia le “buste biodegradabili”.
Per quanto riguarda quest’ultimo tipo di sacchetti, però, molti cittadini italiani (circa 8 intervistati su 10) si sono detti contrari al loro pagamento alle casse dei supermercati.


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