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L’omeopatia per curare l’influenza in bambini e adulti

L’influenza si contrae generalmente tra fine dicembre e febbraio e non è da confondere con le cosiddette sindromi para-influenzali, che compaiono già con i primi freddi e le variazioni di temperatura autunnali.

I sintomi iniziali dell’ sono malessere diffuso, dolori articolari e muscolari, testa pesante, fastidio alla luce, sensazione di freddo, brividi, sensazione di bruciore faringeo, astenia.

Oscillococcinum, è un rimedio omeopatico che può essere assunto da adulti e bambini all’apparire di queste prime manifestazioni e può contribuire ad inibire la progressione della malattia, fermandola sul nascere. L’importante è assumere una dose il prima possibile, fino a tre volte al giorno, ogni 8 ore, non solo dalla persona malata, ma anche dai suoi familiari, perché il contagio può essere già avvenuto.

La fase acuta dell’influenza porta quasi sempre un’affezione respiratoria acuta a esordio brusco e improvviso con febbre superiore a 38°C accompagnata nell’adulto da cefalea, malessere generalizzato, astenia, sensazione di febbre (sudorazione, brividi) e da tosse e/o faringodinia e/o congestione nasale.

Oscillococcinum è indicato anche durante la fase acuta e facilita un decorso rapido della malattia. In questo caso si può assumere una dose due volte al giorno, mattina e sera, per un periodo minimo di 2-3 giorni.

In caso di febbre elevata, gli occhi arrossati e la congiuntivite sono caratteristici dell’influenza nei bambini in età prescolare. Per dare quindi sollievo, è consigliabile instillare 1 o 2 gocce del collirio omeopatico in monodose Euphralia, da 2 a 6 volte al giorno in entrambi gli occhi.

Privo di effetti collaterali e adatto per un uso quotidiano, anche prolungato o continuativo, Euphralia è indicato per tutti i componenti della famiglia, non interagisce con altri medicinali e non comporta rischi di sovradosaggio.

Nei bambini, come negli adulti, l’influenza si associa frequentemente a laringo-tracheite e a febbre superiore ai 38°C che sopravviene bruscamente, in questi casi è consigliabile assumere 5 granuli ogni 2 ore di Belladonna 9 CH, mentre in caso di febbre con temperatura inferiore a 38°, che appare progressivamente, è preferibile somministrare 5 granuli ogni 6-8 ore di Ferrum phosphoricum 9 CH. Qualora il medico lo ritenga opportuno può associare antipiretici quali il paracetamolo o l’ibuprofene.

Anche la specialità omeopatica Para-G, la cui formula contiene 5 medicinali omeopatici tradizionalmente usati nel trattamento della febbre, può essere una valida scelta terapeutica. La forma farmaceutica in compresse rende questa specialità anche di facile somministrazione: si consiglia di assumerne 2 ogni 1-2 ore.

Qualora la febbre fosse di media entità e associata a problemi gastro-intestinali è preferibile Arsenicum album 15 CH, 1 dose il prima possibile, da ripetere se necessario dopo alcune ore.

Si ringrazia per la consulenza il Prof. Edoardo Felisi, Pneumologo, esperto in e docente di Medicinali omeopatici presso la Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Pavia.


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