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L’occhio bionico per sconfiggere la cecità

Già in fase di sperimentazione sui primi pazienti, l’occhio bionico è in grado di restituire una parte della capacità visiva alle persone affette da cecità parziale o totale per un danno alla retina. L’innovativo strumento ottico, in parte interno e in parte esterno, è formato da una microcamera e da un dispositivo ricetrasmittente installati su uno speciale paio di occhiali, da un piccolo computer tascabile e da un microchip inserito nel bulbo oculare a contatto con la retina.

Il funzionamento dell’occhio bionico avviene in questo modo: la telecamera filma le immagini, le trasmette al computer, il quale le elabora e le invia al dispositivo ricetrasmittente; da qui, le immagini vengono trasferite al microchip retinico, che trasforma gli stimoli luminosi in segnali elettrici per attivare le terminazioni del nervo ottico e quindi, alla fine del processo, le aree del deputate alla .

Le immagini ricreate con gli attuali bionici non sono dettagliate, tuttavia risultano abbastanza chiare da permettere di riconoscere contorni e ombre di volti e oggetti. Può sembrare poca cosa per chi vede normalmente, ma per chi ha perso completamente la vista si tratta di una gran bella conquista.

L’obiettivo dei ricercatori è comunque di riuscire a portare a 1000 il numero degli elettrodi che compongono il microchip retinico, in modo da migliorare la definizione delle immagini. Se all’inizio erano soltanto 16, gli occhi bionici attualmente impiantati dispongono già di 60 elettrodi. Il cammino da fare è ancora lungo ma la cecità potrebbe davvero avere i giorni contati.