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Lago di Garda: anguille alla diossina, vietata la vendita

Farà sicuramente discutere l’ordinanza del , firmata dal sottosegretario Francesca Martini, riguardante il divieto di vendita, per un anno, delle anguille provenienti dal Lago di Garda.

Nel documento ministeriale, infatti, si legge che in alcune anguille analizzate sarebbe stata trovata della , e per questo è stata disposta questa drastica misura.

Nel dettaglio, su 102 campioni di farie specie di pesci, fra cui le stesse anguille, persico, tinca, luccio prevelati in 10 punti diversi del lago sparsi su tutta la superficie, solo nelle anguille è stata riscontrata la presenza della diossina.

Ovviamente questo blocco andrà a colpire l’intero settore che ruota attorno alla pesca delle anguille, dagli stessi pescatori ai ristoranti e grossisti. Le analisi, spiega il Ministero, sono state molto accurate ed hanno previsto l’invio di campioni a diversi laboratori sparsi in Italia, che sono arrivati tutti alla stessa conclusione: la percentuale non è trascurabile.

Il divieto non riguarda la balneazione.

Per ora, sembra non ci siano informazioni sulle possibili cause di questo fenomeno. Intanto dalla Provincia autonoma di Trento, l’assessore Tiziano Mellarini, ha subito precisato che le acque del Garda nella sponda trentina sono perfette e non presentano alcun problema di tipo chimico, fisico e batteriologico.

Mellarini aggiunge che l’ente provinciale controlla costantemente le acque del lago, considerando la sua importanza dal punto di vista turistico.