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La timidezza può essere una risorsa

Un gruppo di ricercatori della Stony Brook University di New York, dell’Università del Sud Est e dell’Accademia Cinese delle Scienze ha analizzato i meccanismi che regolano la , scoprendo che il delle persone introverse percepisce il mondo esterno in maniera diversa rispetto ai soggetti estroversi.

Le persone tendenti ad adottare comportamenti inibiti, se non addirittura nevrotici, disporrebbero quindi di un tratto della personalità che gli studiosi chiamano SPS (Sensibilità per la Percezione Sensoriale): sono più sensibili agli stimoli provenienti dall’esterno, hanno bisogno di più tempo per riflettere e prendere decisioni, si annoiano più facilmente coi discorsi superficiali.

Tutte caratteristiche, queste, che si manifestano fin da piccoli: i bambini timidi sono infatti più “lenti” a inserirsi nelle situazioni sociali, piangono subito se rimproverati, pongono domande insolite e hanno pensieri fin troppo profondi per la loro età. Da adulti, invece, prestano più attenzione ai dettagli e mostrano un’attività cerebrale più intensa nell’elaborare le informazioni visive.

Il team di ricerca si è servito di un gruppo di volontari, sottoponendo ad essi un questionario per distinguere i soggetti più sensibili dagli altri. In seguito, a sedici dei partecipanti è stato chiesto di confrontare due vignette simili e di osservarne tutti i particolari, mentre il cervello di ciascuno di loro veniva esaminato con la risonanza magnetica funzionale. I timidi hanno così osservato le differenze per un tempo più lungo degli estroversi, mostrando un’intensa attività nelle zone cerebrali che si occupano di associare percezioni visive e sensoriali.

Questo tratto della personalità si trova anche nel regno animale, il che, secondo gli studiosi, indicherebbe un vantaggio evolutivo. Ragion per cui i biologi ipotizzano che ci siano non una ma due personalità vincenti all’interno della stessa specie: il tipo sensibile, che costituisce una minoranza e riflette più a lungo prima di agire, e il tipo capace di spingersi oltre i limiti. La strategia della persona timida non si rivela vantaggiosa quando abbondano le risorse o c’è bisogno di azioni rapidi e aggressive, ma diventa utile nelle situazioni pericolose, quando è opportuno un approccio particolarmente cauto e intelligente.


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