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Influenza: batteri “buoni” la combattono, ma l’antibiotico li distrugge

Per curare l’ si fa spesso ricorso a un uso eccessivo di antibiotici (nonostante i medici, ogni anno, sistematicamente ne sconsigliano l’uso).
Essi, in alcuni casi, potrebbero contribuire a curare tale disturbo ma, secondo quanto emerso da una recente ricerca statunitense, allo stesso tempo risulterebbero dannosi nei confronti di alcuni “buoni”, in grado “da soli” di attivarsi per cercare di rimediare alle .

Lo studio in questione è stato condotto dagli esperti dell’Università di Yale e pubblicato sulla rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences). Secondo i risultati della ricerca, nel nostro intestino esistono dei batteri (fra i quali il Lactobacillus), definiti “buoni”, poiché riescono ad attivare un processo nel nostro sistema immunitario.

“L’attivazione” causata di tali microrganismi, una volta contratto il virus dell’influenza, riesce, attraverso un particolare procedimento, a raggiungere i nostri polmoni e a combattere tale infezione.
Seguendo lo studio, che ha analizzato tali processi su dei topi, si è scoperto che, nel momento in cui viene assunto un antibiotico, questo provoca la distruzione dei batteri “buoni”, e arresta quindi il processo di immunizzazione attivatosi in maniera “naturale” nel nostro organismo.
In base a ciò, quindi, in futuro ci potrebbe essere una nuova “rivoluzione” per quanto riguarda i processi appena descritti, e di conseguenza, un nuovo approccio verso l’uso degli antibiotici.

In attesa di ulteriori ricerche al riguardo, è quindi opportuno, in caso di insorgenza di infezioni come quelle di tipo influenzale, cercare di limitare l’uso di antibiotici il più possibile, e soprattutto utilizzarli solamente in seguito a un consulto medico.


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