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Il Parkour, per allenare efficacemente corpo e mente in città

E’ una disciplina che da qualche anno sta diventando un vero e proprio fenomeno di tendenza, ispirando film, pubblicità, ma anche stili di vita e nuove idee per mantenersi in forma, sfruttando in una nuova veste, ludica e dinamica, i nostri consueti spazi urbani.

Per quanti ancora (davvero molti pochi) fossero estranei all’argomento, il capostipite del Parkour, che potremmo definire un mix di , attività dinamica, arte, freestyle e filosofia di vita, è il francese David Belle.

Sul finire degli anni ‘80, iniziò a praticare nel sobborgo parigino di Lisse, una serie di tecniche di arrampicata, salti ed evoluzioni, sperimentati giocando da bambino nei boschi della campagna francese.

Da allora, la tecnica ed i movimenti fondamentali di tale disciplina dinamica, si sono diffusi in tutto il mondo, dando origine a movimenti, crew, sessions e corsi per aspiranti “traceurs”, ovvero “creatori di percorsi”.
Il termine “parkour” (spesso abbreviato in PK), non a caso, è un neologismo creato sostituendo la kappa nella parola francese “parcours”, che significa appunto “percorso“.

Il Parkour ci aiuta a migliorare noi stessi

Lo scopo fondamentale di tale disciplina è il raggiungimento di una maggiore consapevolezza e libertà a livello mentale e fisico.
Allenando le nostre doti di resistenza muscolare, agilità ed elasticità, ma anche la nostre facoltà visive e cognitive; riusciamo a spostarci da un punto A ad un punto B, attraverso movimenti fluidi, leggeri ed il più possibile inconsueti e creativi.

E’ ben lontana dal puro esibizionismo, dal mettere in mostra le proprie doti di freestyler; il traceur è una persona che ama superare ostacoli e nuove sfide, mettere alla prova le proprie abilità fisiche, sentire la libertà di sfruttare e dominare l’ambiente urbano circostante, non più anonima cornice della propria vita quotidiana, ma strumento per l’esercizio fisico e per la sperimentazione creativa e dinamica.

Non c’è competizione, se non con sé stessi, perché si tende a rendere il proprio percorso ogni volta più impegnativo ed articolato, superando limiti e paure, assai frequenti quando ci si trova ad arrampicarsi a diversi metri di alltezza o bisogna saltare da un muro all’altro.

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