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Ernia iatale: cos’è e come si cura

L’ è una patologia in cui avviene lo spostamento dello attraverso il diaframma, dalla sua normale sede al torace, ed è spesso associata a reflusso acido che può provocare un esofagite cronica.

E’ possibile distinguerne tre differenti tipologie:
1) Ernia iatale da scivolamento: classificata come tipo I, è la forma più frequente, spesso ad esserne colpite sono soprattutto le persone obese. I soggetti che ne sono affetti soffrono frequentemente anche di disturbi associati alla problematica, quali emorroidi, ernia inguinale e abbassamento del rene (ptosi renale).
2) Ernia paraesofagea o da rotolamento: questa tipologia è meno comune, ma secondo i gastroenterologi è la più temibile e talvolta deriva da un intervento chirurgico correttivo di un’ernia iatale da scivolamento.
3) Ernia iatale da esofago corto: caratterizza questa tipologia l’ allargamento dell’angolo di His.

L’ ernia iatale è spesso asintomatica, soprattutto quella da scivolamento, nei casi in cui i sintomi si manifestano sono soprattutto reflusso gastroesofageo, psirosi, dolore addominale, rigurgito, ulcere, sanguinamento, comparsa di asma e di extrasistole in seguito ai pasti.

I consigli fornitici dagli specialisti per cercare di alleviare la sintomatologia sono legati soprattutto allo stile di vita da adottare.

Un’ alimentazione corretta influenza enormemente la qualità della vita delle persone affette da questa patologia: è consigliabile evitare gli alimenti ed i cibi in grado di peggiorare il quadro di bruciore dello stomaco e reflusso, come gli alcolici, il caffè, il cioccolato, agrumi, cipolle, alimenti piccanti o speziati, fritti, cibi grassi molto conditi e le salse in genere, eviatando il consumo di bibite gassate.


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