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Emergenza rifiuti: Napoli, primo caso di tifo murino

L’emergenza a Napoli, lungi dall’essere risolta, ha fatto la sua prima vittima, fortunatamente senza conseguenze gravi.

Lo scorso 15 giugno un cinquantenne residente a Ponticelli, periferia della città, è stato ricoverato al policlinico Federico II perchè accusava da diversi giorni febbre alta, spossatezza, forte cefalea, accompagnati da una vasta eruzione cutanea.

I medici ci hanno messo poco a effettuare la diagnosi: murino o dermotifo endemico, o ancora, come lo chiamano i napoletani, tifo petecchiato (a causa dello sfogo che ricopre la pelle). Erano più di 40 anni che la città partenopea non faceva registrare un caso simile e i sospetti, sono subito ricaduti sulla situazione sanitaria più che precaria, venutasi a creare da giorni, con tonnellate di immondizia che continua ad accumularsi ai margini delle strade.

Il paziente è stato trattato con terapia antibiotica ed è fuori pericolo, tuttavia la paura tra la gente resta, così come la rabbia che anzi, monta, per una situazione davvero ai limiti dell’umano.

Il parassita di questa forma di tifo (APPROFONDIMENTO), chiamato “rickettsia prowazekii”, prolifera nei luoghi malsani, e viene trasmesso da un pidocchio, che lo diffonde attraverso le proprie feci. Per gli esperti si tratta di un caso isolato, ma se non si correrà ai ripari, presto potrebbe non rimanere più tale.


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