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Dieta: meno calorie mantengono il cervello più giovane

Mangiare troppo, si sa, non fa bene alla salute, ci appesantisce, ci fa sentire stanchi, spossati e con poca voglia di fare.

Un recente studio italiano ha ampliato gli effetti negativi di una dieta sbagliata, che a quanto pare appesantirebbe anche il , facendolo invecchiare precocemente.

Lo studio porta la firma di Giovambattista Pani e della sua équipe, dell’Istituto di Patologia Generale, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

La cosiddetta restrizione calorica, ossia una dieta a basso contenuto calorico, stimolerebbe la produzione di una proteina capace di allungare la vita e far meglio funzionare il cervello.

Questa molecola, chiamata CREB1, a sua volta stimola “l’accensione” di altri geni deputati alla longevità e al corretto funzionamento del cervello.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, si propone di individuare ora una metologia che riesca a stimolare la produzione della proteina CREB1 senza dover ricorrere alla dieta, per esempio con un farmaco.

Parlando di restrizione calorica è stato comunque accertato che mangiare meno apporti benefici alla salute, che vanno dal minor rischio di contrarre malattie direttamente connesse all’alimentazione, come diabete e obesità, a quelle meno coinvolte come demenza senile, Parkinson e Alzhaimer.


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