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Cos’è la pillola abortiva RU 486

Se n’è parlato parecchio di questa nuova , che dovrebbe andare a sostituire farmacologicamente, quello che era il classico intervento ospedaliero per la cessazione della gravidanza.

Al di là delle questioni e degli strascichi morali che questo farmaco si sta portando dietro, è bene conoscerlo un po’ meglio, per poter comprendere in cosa consista la sua azione e quali possono essere gli effetti collaterali derivati.

Va premesso che in Italia è già presente, anche se sarà realmente disponibile a Febbraio 2010 e che sarà reperibile solo negli ospedali e somministrata solo sotto stretto controllo medico.

Questo metodo può essere utilizzato entro la 7° settimana di gestazione a partire dall’ultimo giorno di mestruazione e prevede la somministrazione di due farmaci diversi: la Mifegyne e la prostaglandina.

La Mifegyne andrà a bloccare gli effetti del progesterone interrompendo la gravidanza, mentre la prostaglandina indurrà delle contrazioni uterine che serviranno per l’espulsione dei tessuti embrionali.

I due farmaci vengono assunti a due giorni di distanza, sempre in struttura ospedaliera e la paziente dovrà restare in osservazione qualche ora dopo l’assunzione. Verrà poi effettuata una visita di controllo per assicurarsi dello stato di salute della paziente.

Gli effetti secondari di questo metodo sono: si avranno crampi addominali più dolorosi rispetto a quelli di una normale mestruazione. Le perdite di sangue dureranno circa 9 – 10 giorni e possono portare con loro l’insorgenza di nausea e diarrea.

Avendo un periodo di tempo limitato per la somministrazione, l’utilizzo della RU 486 è più adatto a coloro che hanno preso una decisione netta in tempo breve, se si ha bisogno di più tempo, è bene ragionare a lungo e ricorrere, semmai, al metodo chirurgico, che permette di poter aspettare fino ai 3 mesi di gestazione.


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