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Colliri e lacrime artificiali: quando e come usarli

Il collirio serve a dare sollievo agli arrossati, a curare congiuntiviti, cataratta e glaucoma, per combattere i sintomi allergici e anche per questioni estetiche (ad esempio, rendere gli occhi più brillanti e luminosi). Esistono diversi tipi di collirio, molti di essi sono venduti senza ricetta medica e sono di facile utilizzo.

Sostanzialmente, il collirio è un veicolo acquoso che può contenere conservanti e farmaci; per non danneggiare l’occhio deve però possedere caratteristiche chimiche e fisiche simili a quelle delle lacrime. I farmaci sono utilizzati per portare sulla superficie dell’occhio (cornea e congiuntiva) o al suo interno alcune sostanze medicinali, come ad esempio antibiotici e cortisonici, che hanno funzioni decongestionanti, disinfettanti, o contrastanti dei fenomeni allergici. Tali sostanze si depositano sulla superficie dell’occhio e in una certa percentuale passano attraverso la cornea, che è una struttura relativamente permeabile, arrivando fino alle strutture più interne. Un collirio contenente un farmaco va instillato solo su prescrizione del medico, nei modi e per la durata prescritti, tenendo presente la scadenza e il fatto che, una volta aperto, non può essere riutilizzato a distanza di tempo.

I colliri contengono inoltre dei conservanti che servono a ridurre la presenza dei batteri generata dal contatto tra flacone, mani, palpebre e superficie dell’occhio, e di stabilizzare nel tempo la soluzione acqua-farmaco. A volte, però, tali conservanti possono provocare allergie: sono stati quindi messi in commercio dei colliri monodose che consentono di mantenere la sterilità e di evitare l’utilizzo dei conservanti.

Attenzione all’uso dei colliri per fini estetici. Spesso contengono sostanze vasocostrittrici che, se da una parte rendono gli occhi più luminosi ed eliminano i rossori, dall’altra riducono il passaggio di sangue nella superficie oculare. Senza considerare che spesso i flaconcini di questi colliri sono tenuti in borsa per mesi, trasformandosi facilmente in portatori di batteri. E’ quindi opportuno utilizzare confezioni monodose, stando sempre attenti a non abusarne.

Per dar sollievo agli è meglio ricorrere alle lacrime artificiali, che sono soluzioni sterili contenenti sostanze viscose in grado di trattenere l’acqua sulla superficie dell’occhio. Le lacrime sono fondamentali per mantenere l’occhio in buona salute: la mancata o scarsa produzione di lacrime può comportare infatti gravi lesioni alla cornea. Oltre a svolgere un effetto antibatterico, lubrificano la superficie oculare e aiutano a far fuoriuscire dall’occhio eventuali corpi estranei. Le lacrime artificiali possono essere impiegate in diversi casi: ad esempio dopo la chirurgia laser per la correzione della miopia, in caso di occhio secco (per chi porta le lenti a contatto o nelle donne in menopausa) e quando la superficie dell’occhio ha riscontrato leggere abrasioni dall’ingresso di polvere o sabbia o dopo una congiuntivite.


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