• Plastik Ultrabellezza: video e immagini shock per la prima puntata

    Inserito in Celebrità

    Scritto da - 20 aprile 2011

    È partita ieri sera in prima serata su Italia 1 la prima puntata della trasmissione Plastik Ultrabellezza.
    Alla conduzione una sensuale che, in appariscenti e succinti mini abiti fucsia e rosa shocking, da una finta casa delle bambole fuori misura, ha invitato i telespettatori a riflettere sul significato della chirurgia estetica, declinato secondo i 7 casi in scaletta.

    “Quando questa sia utile e quando no, quanto può aiutare a vivere meglio e quando può diventare una dipendenza”, così inizia la prima storia, che ha visto protagonista Grejsi, una ragazza albanese, di 20 anni, barista e residente a Roma, che riacquista fiducia in se stessa grazie all’operazione al naso del Chirurgo Plastico, Marco Klinger.

    L’intervento di rinoplastica, però, risulterà banale, al cospetto di Laksmi, una bambina indiana nata con una grave malformazione.
    A differenza dei suoi coetanei non possiede solo due braccia e due gambe ma il doppio: 8 arti. La patologia che l’affligge dalla nascita è una rara forma di parassitismo gemellare, ovvero, gli arti superiori e inferiori in eccesso sarebbero quelli del suo gemello siamese con il quale si troverebbe ancora a condividere gli organi genitali, la parte finale della colonna vertebrale e un rene.

    Laksmi, venerata nel suo villaggio come se fosse la reincarnazione della dea indiana dell’abbondanza ( anche lei aveva 4 gambe e 4 braccia), subisce un intervento di 20 ore, senza il quale la sua vita sarebbe terminata precocemente. Le viene ricostruito l’apparato genitale e con esso trapiantato il rene del “fratello” gemello, e asportati gli arti in eccesso.

    La degenza, molto lunga e dolorosa e i sacrifici della famiglia, non sono valsi però la comprensione e l’aiuto psicologico della comunità indiana da dove provenivano.
    Infatti al rientro nel villaggio, messo a dura prova da allagamenti e alluvioni stagionali, anche la nonna della bambina non ha voluto condividere la felicità di una tale trasformazione con i suoi familiari, ai quali veniva imputata l’ira della dea, che si era scatenata contro gli abitanti del posto, perché i genitori avrebbero fatto operare e tornare “normale” la bambina, prescelta dalla divinità.

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