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Bere alcol poco e spesso è meglio per il fegato dell’essere astemi

Due italiani su tre (il 65,7% per l’esattezza) hanno consumato, durante il 2010, almeno una bevanda alcolica, tuttavia il 16,1% di essi, è questo il dato allarmante, ne ha assunto quantità eccessive, e dunque dannose (APPROFONDIMENTO).

Sono noti i danni derivanti dall’abuso di . Diversi studi se ne sono occupati, arrivando a stabilire che accorci la vita e che rimpicciolisca il cervello.

Tuttavia il detto “un bicchiere al giorno toglie il medico di torno”, mutuato da quello originale “una mela al giorno, non sarebbe del tutto sbagliato. Ad affermarlo una ricerca condotta in Giappone che ha analizzato il consumo di alcolici di 9.885 uomini. Di essi coloro che erano soliti bere 3-4 bevande alcoliche nell’arco di tre settimane, definiti bevitori moderati, mostravano il più basso livello di rischio di steatosi epatica, una malattia che colpisce il fegato.

Inoltre la ricerca, curata dall’International Scientific Forum on Alcohol Research, ha stabilito che bere spesso, ma in quantità esigue, diminuisce del 60% le probabilità di sviluppare il cosiddetto fegato grasso. I ricercatori hanno quindi decretato che un paio di bicchieri di birra o di a settimana sarebbero salutari e non dannosi.

Posto che l’abuso di alcol rimanga tra le principali cause di patologie epatiche, come cirrosi o cancro, un consumo oculato non solo non sarebbe dannoso, ma avrebbe proprietà benefiche, proteggendo il prezioso organo dall’insorgere di patologie a suo carico.


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